MULAZZO (Ms): Un mistero lungo 5000 anni torna alla luce in Lunigiana. Le statue-stele ritrovate a Mulazzo.

Le statue stele sono rappresentazioni umane scolpite o incise su una pietra diffuse in tutta Europa. In Lunigiana sono particolarmente numerose e scolpite tutte in arenaria. Rinvenute isolate o in gruppi, contrassegnavano forse confini e itinerari d’acqua e di terra ed erano al tempo stesso il simbolo degli abitanti del territorio: un popolo anonimo e sfuggente che di sé ha lasciato queste immagini di pietra colme di mistero.
Fin dal ritrovamento della Stele di Novà (Zignago), avvenuto il 29 dicembre 1827 , si è aperto un ampio dibattito sull’origine ed il ruolo di questi monumenti. Dapprima sono stati interpretati come cippi di confine o raffigurazioni di divinità e monumenti funebri. In ogni caso hanno lasciato intuire la loro antichità.
Da allora i ritrovamenti si sono fatti più frequenti, ma soprattutto hanno ampliato l’area di presenza e di influenza: dalla Lunigiana alla Val di Vara e, più recentemente, fino a Lerici e Levanto. Rimane il fatto che le statue stele lunigianesi, rispetto agli altri gruppi rinvenuti sia Italia che in Europa, costituiscono un unicum, un insieme a sé stante. Presentano caratteri abbastanza unitari e distintivi

Le statue stele possono essere suddivise in tre gruppi principali, secondo l’evoluzione tecnica e stilistica delle sculture:

Gruppo A: è il più antico, e raggruppa tutte le statue- stele con tratti antropomorfici molto stilizzati, le più primitive ed essenziali, sia nello stile che nella rappresentazione. La testa è un prolungamento del corpo, dalla tipica forma a U, la linea clavicolare retta e le braccia sono bassorilievi molto stilizzati e le dita sono presenti solo in poche statue.

Quelle maschili hanno un pugnale disegnato solo di profilo, con la lama triangolare, una impugnatura corta e pomo semicircolare. Quelle femminili sono rappresentate con seni separate stilizzati come piccolo dischi.

Gruppo B: corrisponde ad un periodo intermedio e migliore accuratezza nell’esecuzione dei segni antropomorfi rispetto al gruppo A. La caratteristica principale e diversa è la forma della testa, separata dal corpo da un collo cilindrico e con forma caratteristica a “cappello di un carabiniere”. Il collo può essere ancora ad U, ma sono presenti anche altri particolari come gli occhi. Le armi delle statue maschili sono i tradizionali pugnali triangolari, a volte più dettagliati e con un’ascia a forma di L con un lungo manico. Le statue femminili hanno seni semisferici e a volte gioielli stilizzati.

Gruppo C: è il gruppo più recente, più evoluto artisticamente, e si tratta solamente di statue stele maschili. La figura è raffigurata con uno stile più realistico e con una ricchezza di particolari sconosciuta alle statue precedenti. La testa è arrotondata, staccata dal corpo, con naso, occhi, bocca e orecchie ben delineati. Lo stesso per le mani e le braccia, con alcuni particolari delle armi e dei vestiti scolpiti a tutto tondo

 

Nel 2005 a Groppoli, nel comune di Mulazzo in Lunigiana, sono state ritrovate ben quattro statue-stele, risalenti a 5.000 anni fa. Scolpite nella dura pietra (arenaria-macigno) e risalenti all’età del rame (3.500-2.300 a.C.), due di queste risultano in perfetto stato di conservazione, mentre le altre, purtroppo, sono prive di testa. I due esemplari meglio conservati hanno particolari antropomorfi femminili, con la tipica testa a “cappello di carabiniere”. Ma cosa volevano rappresentare queste enigmatiche statue-stele? Per decenni molti studiosi si sono cimentati nel problema, senza peraltro raggiungere conclusioni univoche e questo recente ritrovamento ha riacceso l’interesse su un mistero storico-archeologico mai chiarito.

”Questo “enigma antropologico” – ha affermato lo studioso parmigiano Giorgio Pattera – è tipico del bacino lunigianese e non trova riscontri simili nel resto d’Italia; è correlabile invece con certi monoliti còrsi, su cui non è mai stata fatta luce completa”. Una Statua stele di arenaria maschile, priva della testa, è stata trovata nella località “al Monte” (Mulazzo, MS), vicino al cimitero di Canossa, nel 1972. Appartiene al gruppo B (D.173,174) e risale all’epoca eneolitica (fra il 3400/3300 e il 2300/2000 a.C.). Presenta una forma rettangolare con fascia clavicolare in rilievo piuttosto stretta ed incurvata verso il basso, arti superiori leggermente piegati ai gomiti, mani rese con tratti paralleli. Sotto le mani è raffigurato un pugnale posto orizzontalmente con manico con pomo semilunato e lama inserita in un fodero rettangolare. Il fodero reca delle costolature ai lati e termina con tre cuspidi.