La Casa di Dante in Lunigiana® è una struttura culturale polivalente allestita a Mulazzo (Ms), antica capitale dei Malaspina di parte imperiale (“Spino Secco”) per celebrare lo speciale rapporto tra Dante e la Lunigiana.

La struttura nasce nel 2003 come semplice Museo Dantesco Lunigianese ‘L. Galanti’, poi nel 2007 si trasforma in sala polivalente con l’aggiunta delle Sezioni specialistiche della Galleria Artistica ‘R. Galanti’, della Biblioteca Dantesca Lunigianese ‘G. Sforza’, della Sala Didattica Multimediale ‘P. Chistoni’ e del Book shop del CLSD.

Idealmente ricondotta al soggiorno di Dante in Lunigiana, la Sala Museale è costituita dall’intero piano nobile dell’ultima casa-torre rimasta della cinta muraria del borgo storico medievale (sec. XIII). Una splendida trifora rinascimentale e il poderoso solaio in legno (su cui si scorgono ancora ampie tracce dei fregi pittorici del ‘500) rendono particolarmente fascinosa la visione d’insieme dell’ambiente.

l percorso espositivo corre lungo il perimetro quadrato delle pareti, mentre al centro due file di poltroncine, poste di fronte ad un’area attrezzata per le proiezioni, delimitano lo spazio per le lezioni offerte dai dantisti del CLSD. Le vetrine con i libri storici della Tradizione Dantesca Lunigianese e il bancone del Book shop, con l’offerta di decine di pubblicazioni selezionate, completano il quadro.

Al di fuori, nella parete ovest della casa-torre, spicca l’Epigrafe del Centenario, donata dal CLSD alla comunuità di Mulazzo nel 2008 in ricordo delle grandi celebrazioni del VII Centenario della venuta di Dante in Lunigiana (2006). L’Epigrafe, dettata dal dantista spezzino Mirco Manuguerra, è stata realizzata su progetto dell’Arch. Caludio Palandrani e presenta un prezioso bronzo di Dante opera dello scultore carrarese Mauro De Angeli.

La visita alla “Casa di Dante in Lunigiana” è ad oggi organizzata esclusivamente su prenotazione. Allo scopo si può contattare la mail ufficiale del CLSD (lunigianadantesca@libero.it

 

Fonte : www.lunigianadantesca.it

A Mulazzo la novità mondiale della Via Dantis®

 

Nove installazioni in marmo di Carrara che ripercorrono, riassumendolo in otto Canti fondamentali, l’intero percorso della Divina Commedia: è questa la Via Dantis, una creazione esclusiva del Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD) accolta e realizzata dal comune di Mulazzo nel 2021 in fregio al DCC anniversario della morte di Dante Alighieri. Questo itinerario originalissimo, ha trovato in Mulazzo la propria collocazione naturale: non solo perché parliamo dell’antica capitale dello Spino Secco – la linea dinastica malaspiniana di stampo ghibellino alla quale si deve la presenza del Sommo Poeta in Lunigiana – ma anche per la conformazione del borgo storico monumentale, che si eleva dal basso degli archi dell’acquedotto medievale fino alle altezze della cosiddetta “Torre di Dante”.

il borgo storico monumentale di Mulazzo– si è trasformato in un unico, grande Parco Dantesco. In precedenza vi era la “Zona Dantesca” rappresentata dalla Torre di Dante, posta proprio sulla sommità del colle, e i suoi immediati dintorni.

Sostanzialmente, nella Via Dantis si afferma il valore del poema dantesco come percorso di elevazione non solo dell’individuo, ma dell’umanità intera, attraverso la consapevolezza di una filosofia interamente votata alla Pace ed alla Fratellanza universali. Tutto corre sul fil rouge di una “Poetica del Volo” capace di legare indissolubilmente, in forza di una rigorosa “Etica del Pellegrinaggio”, personaggi-chiave ed elementi di struttura soltanto in apparenza lontanissimi tra loro: le tre Sante Donne (S. Lucia, Beatrice e la Vergine) e le tre Cantiche; Caronte e Virgilio; Francesca da Rimini e Ulisse; Ulisse e l’Angelo Nocchiero; Corrado Malaspina il Giovane, marchese di Villafranca in Lunigiana, e la SS. Vergine, con i suoi due angeli guardiani della Valletta dei Nobili; il tutto saldamente legato alla sintesi suprema della visio Dei.

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Il Museo che promuove le opere di Dante Alighieri, esule in Lunigiana

Il Museo dantesco lunigianese, oggi Casa di Dante in Lunigiana, è una casa museo di Mulazzo, dedicata al rapporto tra Dante Alighieri e la regione storica della Lunigiana, comprendente le attuali province della Spezia e di Massa-Carrara.

 

Il museo è ospitato in una casa-torre del XIII secolo a Mulazzo ed è una creazione del Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD), che ne è il gestore e pone in evidenza la ricchezza delle referenze dantesche lunigianesi: il canto VIII del Purgatorio; gli Atti della pace di Castelnuovo, l’Epistola di frate Ilaro del monastero del Corvo a Uguccione della Faggiuola, l’Epistola IV dal Casentino a Moroello Malaspina; la Leggenda dei primi sette canti dell’Inferno e le numerose citazioni della Lunigiana storica presenti nell’intera opera di Dante Alighieri.
Quattro totem a tre facce, per un totale di dodici grandi pannelli didattici, rendono la visita al museo particolarmente utile e agevole per le scuole di ogni ordine e grado.Completano la rassegna la Galleria Artistica e la Biblioteca Storica, ricca di tutti i maggiori testi della secolare tradizione di studi danteschi Lunigianesi.

 

TORRE DI DANTE

Mulazzo fu feudo imperiale appartenuto alla famiglia Malaspina dal 1164 con il titolo di marchesato ma oggi delle sue potenti fortificazioni restano ben poche tracce. Fra queste ciò che resta della ‘Torre di Dante‘ che costituiva il nucleo centrale della primitiva struttura fortificata, datata secolo X°. Alcune fonti ne attribuiscono l’origine all’età Bizantina. Al momento del suo massimo sviluppo era alta ben sei piani, più di 30 metri, con accesso dal primo piano al quale si accedeva a mezzo di una scala in legno. Oggi è ridotta a un sesto della sua altezza in quanto per gran parte fu

abbattuta, perchè a rischio crollo, intorno al 1750. La torretta circolare che vi è addossata risale al XV° secolo.

La Torre è l’unica in tutta la Lunigiana ad avere forma esagonale, originariamente era cinta da una muraglia all’interno della quale fu costruito un castello poi ampliato da Corrado Malaspina l’Antico. Dante fu qua ospitato dai Malaspina dall’aprile 1306 alla primavera dell’anno successivo. Di questa struttura già restavano scarse tracce all’inizio del ‘500, quando fu definitivamente abbandonata. Al Comune restò solamente la Torre, fulcro delle feste cittadine e poi anche prigione e polveriera.

Sul versante opposto, quello rivolto ai territori del Genovesato, nel secolo XVI° fu eretto il castello a difesa del borgo, oltre che a dominio della direttrice viaria che risaliva verso i Casoni e la Val di Vara. Divenne la dimora esclusiva del ramo malaspiniano detto appunto ‘del castello’. Al suo fianco i marchesi, per loro comodità, costruirono l’acquedotto di cui restano poche tracce (dette ‘gli Archi’ e oggi simbolo di Mulazzo). Su questo versante si apriva la ‘Porta Soprana‘ (o Genovese) della cinta muraria cittadina, ancora oggi intatta. L’altra porta, quella ‘Sottana‘, sorgeva appena sopra l’Oratorio di San Rocco.

Il terreno di questa zona era particolarmente franoso e il castello decadde rapidamente, anche perchè a causa della sua importanza strategica, a guardia di una strozzatura della valle, fu più volte distrutto. I Malaspina per questo furono spinti a costruire la nuova residenza vicino alla Torre: alla metà del 1500 in questa area fu costruito dal Marchese Giovan Cristoforo un vasto Palazzo recintato che in pratica impediva l’uso della Torre al popolo. Gli accessi erano infatti situati entro i possessi dei marchesi, quali la corte (dove oggi è la scalinata) e uno direttamente dal piano nobile del Palazzo malaspiniano, lungo il camminamento ancora visibile che sale il colle verso la Torre.

Nel XVII° secolo per contrastare l’invasione Spagnola della Lunigiana il Granduca Ferdinando I de’ Medici, che insieme al popolo di Mulazzo governana il territorio, pose qua un governatore Granducale e la Torre fu fortificata con l’aggiunta di bocche da fuoco. Più volte nacquero anche accese dispute fra il Comune di Mulazzo e i Malaspina per l’uso della Torre, concluse a favore del popolo che arrivò a pagare un canone annuale per avere l’uso della stessa.  L’ultimo feudatario fu Azzo Giacinto III, in epoca Napoleonica.

 

 

STATUA DI DANTE

occasione furono le celebrazioni dantesche del 1965 tenute a Mulazzo. Il committente era l’allora sindaco di Mulazzo, Livio Galanti, appassionato dantista a cui verrà dedicato il Museo Dantesco Lunigianese. Galanti voleva un monumento importante, realizzato con il marmo di Carrara, per celebrare il soggiorno di Dante Alighieri nel borgo lunigianese, all’epoca feudo, di Mulazzo. Quello fu l’ultimo lavoro dello scultore carrarese Arturo Dazzi: la statua di Dante Alighieri che è posta sotto la celebre torre medievale di Dante, il luogo in cui il sommo poeta trascorse il suo soggiorno in Lunigiana durante l’esilio.

Dazzi, tra gli scultori carraresi più brillanti del ‘900, autore del celebre “Cavallino” conservato nella Galleria d’Arte Moderna di Roma e di molti altri importanti monumenti che si trovano in varie città italiane, chiuse la sua parabola artistica con l’omaggio al più illustre ospite delle terre della luna, un anno prima di morire, nel 1966.

A Mulazzo Dante arrivò nel 1306, nel corso del lungo pellegrinaggio tra le corti italiane che caratterizzò il suo esilio da Firenze. A portarlo a Mulazzo fu l’amicizia fraterna con Moroello Malaspina, marchese del feudo imperiale del ramo dello Spino Secco. Dante e Moroello erano diventati amici da ragazzi perché Moroello era stato mandato a Firenze dal padre Alberto Malaspina. Dante e Moroello erano quasi coetanei e appartenenti alla stessa classe sociale, inoltre le loro famiglie si conoscevano e condividevano la stessa posizione politica. L’amicizia tra i due giovani durò per tutta la vita. Essere ospite di Moroello Malaspina significava, per Dante, andare in un porto sicuro e non troppo lontano dalla sua Firenze. Il legame e la stima tra i due era tale che, proprio durante quel soggiorno, Dante venne incaricato di rappresentare Moroello, il fratello Corrado e il cugino Franceschino Malaspina nelle trattative di pace con il vescovo di Luni Antonio da Camilla, a Ortonovo.

Nella torre, che da allora porta il suo nome, probabilmente scrisse parte della Divina Commedia. Per questo le celebrazioni dantesche hanno sempre avuto molta importanza a Mulazzo contemplando anche la realizzazione di una statua del poeta e la creazione di un museo.

Oggi il museo Casa di Dante in Lunigiana contiene l’esposizione dell’originario Museo dantesco lunigianese e si trova nella struttura dell’ultima casa-torre rimasta del borgo storico monumentale poco distante dalla Torre di Dante, antica struttura del periodo degli Obertenghi. Il museo raccoglie tutti i possibili riferimenti alla Lunigiana presenti nell’opera e nella vita di Dante e comprende la galleria artistica “Romano Galanti”, la biblioteca storica “Giovanni Sforza” e il percorso didattico “Paride Chistoni”.