Chiesa di San Giuseppe – Arpiola

La chiesa di San Giuseppe è la chiesa parrocchiale di Arpiola. L’edificio è stato edificato nel corso degli anni sessanta del XX secolo, contemporaneamente allo sviluppo urbano della frazione. La chiesa di San Giuseppe è realizzata in muratura portante intonacata, è di notevoli dimensioni e possiede piazzale antistante. La copertura è a capanna, l’impostazione interna è un’unica grande navata voltata; le superfici sono intonacate e volte e parete fondale riccamente affrescate. Grandi vetrate in facciata e nelle pareti laterali permettono una notevole illuminazione naturale. La facciata è intonacata ad eccezione delle lesene e degli archi ciechi che la adornano. Essi sono realizzati in conci regolari di pietra e dividono la facciata in tre parti; quella centrale, più grande, ospita il grande portale sormontato da una lunetta in cui è rappresentata l’immagine del santo al quale è dedicata la chiesa con in braccio Gesù bambino e la chiesa stessa sullo sfondo; concentrico all’arco, un rosone circolare. Le due laterali invece ospitano due finestre alte e strette. La facciata si chiude verticalmente col timpano. L’interno è un unico grande spazio profondo. Tre paraste ritmano le pareti laterali e sorreggono le volte a crociera affrescata. Tra una campata e l’altra si aprono grandi finestre che rendono lo spazio interno estremamente luminoso. Sulla parete fondale, totalmente affrescata da una rappresentazione della volta celeste e di schiere di angeli, si apre un arco ribassato che conduce all’abside notevolmente più stretta rispetto alla navata e voltata a botte.

Chiesa di “Sancti Petri ad Pisciulam” – Arpiola

In località San Pietro, presso il podere Bonini, vicino all’autostrada A15, si trovano i resti dell’antica chiesa di epoca romana di Sancti Petri ad Pisciulam ovvero “San Pietro presso il fiume”.Di questa antica chiesa rimane solo un muro, in quanto demolita dalla Autocamionale della Cisa S.p.A., la ditta della A15, al momento della costruzione dell’autostrada. Come dimostrano le foto antecedenti alla demolizioni, la chiesa si era conservata inglobata in una casa colonica, anch’essa demolita.

Chiesa di San Biagio – Busatica

La chiesa di San Biagio è la chiesa parrocchiale della frazione di Busatica. Le prime notizie di questo edificio risalgono ad una visita pastorale effettuata il 19 maggio 1568 da Giovanni Antonio Griffi, canonico di Sarzana e commissario del cardinale Benedetto Lomellini; la chiesa risulta già sede di una parrocchia autonoma. Nel XVII secolo fu declassata ad oratorio dedicato a San Rocco, e dipendente dalla parrocchia di Castagnetoli. Fu eretta nuovamente in parrocchia in un periodo compreso tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo: l’archivio parrocchiale inizia nel 1603. Il 18 febbraio 1822 la parrocchia di Busatica venne prima annessa alla nuova diocesi di Massa, poi trasferita sotto la diocesi di Pontremoli il 1º maggio 1854. La chiesa di Busatica si trova al centro del paese. La facciata è di colore rosaceo, a differenza delle altre pareti esterne, semplicemente intonacate di colore beige; è decorata con cornicioni più scuri. L’interno è decorato con stucchi e affreschi in stile barocco. Ha scavate ai lati due nicchie poco profonde che ospitano due altari. L’interno è voltato a botte, ad aula unica che si restringe, curvando, per andare a formare l’area che ospita il presbiterio, l’altare principale ed il coro. Possiede un campanile, incassato sul retro della chiesa, con la sommità piatta composta da quattro piccole guglie ai vertici.

Oratorio della Presentazione della Beata Vergine Maria  – Campoli

L’oratorio della Presentazione della Beata Vergine Maria risale al XVII secolo. Sorge all’incrocio delle due vie principali del paese ed è intonacato sia all’interno che all’esterno. La facciata presenta un’unica finestra laterale, dalla cornice in pietra, mentre sopra al portale si trova un piccolo rosone; una caratteristica originale è costituita dall’interruzione del timpano ed il proseguimento di parte della facciata per andare a formare un campanile a vela a due arcate. L’interno, ad aula unica, si presenta spoglio e poco decorato: gli unici elementi decorativi sono due colonne con dei capitelli in marmo colorati che dividono l’aula in due campate per separare il presbiterio dal resto della chiesa. Dietro all’altare è scavata una nicchia che ospita una statua variopinta di una Maria con bambino. L’oratorio è dipendente dalla parrocchia di San Matteo di Lusuolo.

Chiesa di San Michele Arcangelo – Canossa

La chiesa di San Michele Arcangelo costituisce la chiesa parrocchiale della frazione di Canossa. La struttura attuale risale al XV secolo, in quanto risulta citata per la prima volta negli estimi del 1470-71 che la inseriscono tra le dipendenze della pieve di Castevoli, detta anche “di Vico”. Venne eretta in parrocchia in seguito alla visita pastorale del cardinale Benedetto Lomellini del 1568. Danneggiata da un terremoto del 1920, fu restaurata tra il 1928 e 1929. Ulteriori lavori di consolidamento dell’edificio sono stati effettuati nel 2017. Costruita in pendenza, l’esterno intonacato possiede linee semplici, con due lesene laterali che arrivano dalla base fino alla copertura a capanna; al centro, in alto, è stuccata una croce. Il campanile, anch’esso stuccato, presenta due lesene laterali più sottili, con una che va a fare anche da cornicione sotto le campane. L’interno, ad aula unica, possiede un ingresso con volta a botte lunettata; ai lati si trovano due cappelle, anch’esse con copertura voltata. È affrescato con giochi decorativi, lesene disegnate sulle colonne e rappresentazioni di immagini sacre, come i quattro evangelisti. È completamente priva di finestre.

Chiesa dei Santi Simone e Giuda – Castagnetoli

La chiesa parrocchiale di Castagnetoli è dedicata ai Santi Simone e Giuda. È risalente al XI secolo, ma raggiunse piena autonomia parrocchiale nel 1568. Il campanile venne edificato nel 1808. Subì un’opera di ristrutturazione e restauro negli anni settanta del XX secolo. L’edificio possiede un piccolo sagrato che si apre davanti alla facciata, introdotto da due colonne e un muro di cinta. Questo dettaglio, unito al fatto che la chiesa è in posizione leggermente sopraelevata dal sagrato stesso, fa presupporre che vi fosse situato in precedenza il cimitero e che l’entrata della chiesa fosse nel muro di fianco. La copertura è a capanna, ma l’interno è voltato a botte, profondo, ad aula unica inizialmente, ma che termina con due superfici ai lati poco prima dell’altare. Ogni campata nella botte a livello quasi del soffitto termina con una lunetta con una finestra. All’interno si trova un grande affresco, presente in ottime condizioni nella parete fondale dietro all’altare, in mezzo alle due nicchie dove sono ospitate le due statue dei santi titolari Simone e Giuda.

Oratorio di Sant’Anna – Castagnetoli

L’oratorio di Sant’Anna è situato nel borgo di Castagnetoli in posizione decentrata. I primi atti catastali che ne testimoniano la presenza risalgono al XIX secolo. Dinnanzi alla facciata si apre un piazzale e sulla sinistra si trova una piccola costruzione campanaria che continua i cornicioni della parete principale. L’interno si presenta affrescato e di fianco all’altare si trova una statua di sant’Anna, ospitata in un’imponente costruzione di legno dorato a corona con vari campanelli, tipica del XVII e del XVIII secolo.

Oratorio di San Giuseppe – Cerro

L’oratorio di San Giuseppe risale al XVIII secolo ed è dipendente dalla parrocchia di Sant’Apollinare e San Francesco Fogolla di Montereggio. Pur essendo un oratorio, presenta in realtà dimensioni notevoli. All’esterno non è intonacato e sono visibili i conci irregolari in pietra con i quali è realizzata la stessa chiesa. Presenta un piccolo sagrato prospiciente la facciata, la quale è caratterizzata da un portale lunettato sovrastato da una finestra semicircolare e dalla presenza di un timpano alla sommità: all’interno della lunetta è posizionata una statua di san Giuseppe. La chiesa è inoltre dotata di un campanile a vela. All’interno è decorato con bassorilievi che demarcano le varie campate.

Chiesa dei Santi Lorenzo e Donnino – Gavedo

La chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Lorenzo e Donnino. Risalente al 1736, fu costruita su una chiesa pre-esistente del XII secolo su progetto dell’architetto Matteo Vinzoni su commissione dei Marchesi Brignole-Sale. Molto ampia e alta, si trova confinante con l’antico convento,ora in parte adibito a saloni parrocchiali; recentemente ha ospitato, in accordo con la Chiesa cattolica, un pope ortodosso. La chiesa ha tre entrate, ma solo quella centrale conduce alla chiesa vera e propria, infatti le altre due conducono rispettivamente a una sala riunioni e a una cappella laterale. I soffitti della chiesa e delle stanze laterali sono tutte voltati, ma il primo è decorato con colori e figure geometriche. È presente un rosone sulla facciata. Il campanile, originariamente confinante con la chiesa stessa, venne abbattuto nel dopoguerra del XX secolo e ricostruito distaccato e antistante la facciata stessa verso est

Chiesa di Nostra Signora di Fatima – Groppoli

La chiesa di Nostra Signora di Fatima costruita nel 1982 tenendo conto delle indicazioni emerse dal Concilio Vaticano II, sorge in un territorio pianeggiante ed isolata.E’ stata realizzata in cemento armato e progettata recependo le disposizioni in materia di adeguamento liturgico preferendo quindi una struttura a pianta centrale ottagonale. Dall’esterno si percepisce la forte simmetria data dall’impostazione a pianta centrale, e viene conferita importanza alla facciata principale dalla scalinata e dal presbiterio. La copertura è in lamiera, a capanna per ingresso e deambulatorio, e a cuspide per il volume centrale. La struttura della chiesa è un’intelaiatura in cemento armato, sistema costruttivo contemporaneo alla sua realizzazione. L’impostazione è a pianta centrale ottagonale, i pilastri portanti individuano un deambulatorio lungo tutto il perimetro interno dell’aula e un pronao all’ingresso che distingue e conferisce importanza alla facciata principale. Interessante come siano stati codificati in linguaggio contemporaneo elementi e impostazione di derivazione classica. La facciata si distingue dalle altre pareti laterali per l’importante scalinata e il pronao, elemento di derivazione classica e qui codificato in chiave contemporanea; i pilastri, infatti, sono in cemento armato, e, insieme alla trabeazione e al frontone in calcestruzzo, sono spogliati di qualsiasi elemento ornamentale; la linea, quindi, risulta essenziale e pulita. Trabeazione e frontone sono fusi in un unico elemento che termina con il timpano, anch’esso elemento di matrice classica, e porta inciso la dedicazione della chiesa. Oltre il pronao, la parete frontale non è intonacata ma rivela la muratura di tamponamento e la struttura portante di un cromatismo differente e proiezione di quella del pronao; al centro ospita il grande portale ligneo. L’interno è intonacato, le superfici sono intonacate e lisce, sono i pilastri portanti, quindi la struttura portante stessa, in rilievo a costituire l’elemento decorativo!!!!!!!Il primo volume, costituito dall’ingresso, è coperto a capanna e termina con tre campate di pilastri oltrepassate le quali si accede al volume centrale. Le pareti laterali ospitano grandi finestre nei loro timpani su cui poggiano le coperture a capanna fino ai pilastri centrali; su questi infatti poggia un’alta copertura a cuspide ottagonale. Il presbiterio occupa il posto del deambulatorio diametralmente opposto all’ingresso e si distingue dalle altre pareti per avere la finestra triangolare di dimensioni estremamente inferiori.

CHIESA DI SAN MATTEO – Lusuolo

La cappella di Lusuolo compare nella Bolla di Gregorio VIII del 14 dicembre 1187 come dipendente dal Capitolo della Cattedrale di Luni e nelle Decime Bonifaciane come appartenente al circuito plebano della Pieve di Vico (Castevoli). E’ parrocchia verso la metà del XVI secolo, unita a Canossa fino al 1612. La chiesa attuale fu costruita nella seconda metà del XVI secolo. Nel 2012 ha subito interventi di ristrutturazione che hanno riguardato il consolidamento della struttura inserendo due catene, il restauro degli stucchi e dei dipinti, l’adeguamento liturgico. La chiesa di san Matteo non è vasta ma riccamente decorata da affreschi, stucchi e tele ad olio al suo interno. E’ realizzata in pietra locale a vista, la copertura è a capanna, non possiede piazzale antistante ma si affaccia direttamente sulla strada alla quale si accede attraverso un traforo nelle antiche mura del paese delle quali rimangono solo un frammento addossato al campanile.

La facciata non è intonacata ma lascia visibili i piccoli conci irregolari di pietra di cui è realizzata tutta la chiesa. Al centro il portale dalla cornice in pietra squadrata, sopra ad esso due piccole nicchie laterali conservano due sculture angeliche; sempre al centro, in alto, una finestra rettangolare. La copertura a capanna individua un timpano dalla semplice modanatura. L’interno è ad aula unica, il primo volume, che costituisce l’ingresso, è voltato a botte e presenta una sola nicchia laterale che conserva il battistero in pietra; il secondo volume è sormontato da una cupola con pennacchi e, accennando una sorta di transetto nello spessore della muratura, due cappelle laterali che ospitano altari minori. Una volta a botte introduce al presbiterio e al coro coperti dalla stessa volta a vela.

CHIESA DI SANT’ APOLLINARE e SAN FRANCESCO FOGOLLA – Montereggio

La chiesa attuale è stata costruita nel 1886. Nella chiesa di Montereggio fu battezzato San Francesco Fogolla, missionario, Vescovo titolare di Bagi (oggi Gyure in Turchia) e Coadiutore del Vicariato Apostolico dello Shansi Settentrionale, in Cina, ed ivi martire nell’anno 1900 durante la rivoluzione dei Boxers; venne beatificato nel 1946 e canonizzato Giovanni Paolo II il primo ottobre 2010. La Chiesa quindi venne cointitolata a S.Francesco Fogolla, ai martiri della Cina e a S.Apollinare il primo luglio 2001. La chiesa è stata realizzata in muratura portante di pietra riportata faccia a vista da un recente restauro, l’interno è intonacato, affrescata, l’impostazione a tre navate voltate. La facciata è di impostazione classica, un recente restauro l’ha spogliata dell’intonaco di rivestimento portando alla luce il materiale in cui è realizzata ad eccezione di portali, capitelli, modanature e nicchie. E’ tripartita, come l’impostazione interna in navate, da una coppia di lesene a tutta altezza. L’entrata principale dalla cornice dall’alta architrave scolpita in pietra è posta al centro e sopra ad essa un rosone semicircolare. Le ali laterali di altezza inferiore sono coperte ad unica falda e possiedono entrambe una grande nicchia ma solo una l’entrata laterale. Le coppie di lesene centrali sorreggono l’architrave su cui poggia la trabeazione con timpano profondo adornato di modanature. Anche l’interno è tripartito in navata centrale principale e due laterali di altezza inferiore. Tre campate di pilastri scandiscono il ritmo della navata centrale, si aprono con archi nelle navate laterali, e sorreggono il cornicione di imposta delle tre volte a vela riccamente affrescate. Anche le navate laterali sono voltate a vela e ospitano altari laterali. Il presbiterio a pianta quadrata è sormontato da una cupola circolare con pennacchi nei quali sono raffigurati i quattro evangelisti. Infine l’abside semicircolare ospita il coro ed è segnata in superficie da lesene corinzie

CHIESA DI SANT’ APOLLINARE – Montereggio

La cappella de Monte Resico compare nelle Decime Bonifaciane come dipendente dalla Pieve di Urceola (Saliceto). Sant’Apollinare diventa parrocchia autonoma a metà del secolo XVI e l’archivio parrocchiale inizia con l’anno 1577; il 18 febbraio 1822 fu annessa alla nuova Diocesi di Massa per poi passare il primo maggio 1854 alla Diocesi di Pontremoli

Una chiesa fortificata, testimonianza di questo luogo di passaggio anticamente lungo la Via Regia.
La chiesa, forse risalente nelle sue strutture più antiche all’XI secolo, venne restaurata in pietra a vista. Ha pianta a croce latina, affiancata dal possente campanile in facciata, dove si apre il portale in arenaria, recante una scritta latina sull’architrave del e sul sovrastante rosone, anch’esso in arenaria.
Le feritoie nella parte posteriore e nella zona absidale e la doppia muratura, sempre nella zona absidale, le conferiscono anche caratteristiche difensive. Ha pianta a croce latina, affiancata dal possente campanile in facciata, dove si apre il portale in arenaria, recante una scritta latina sull’architrave del e sul sovrastante rosone, anch’esso in arenaria.
Le feritoie nella parte posteriore e nella zona absidale e la doppia muratura, sempre nella zona absidale, le conferiscono anche caratteristiche difensive. Fu chiesa parrocchiale di Montereggio fino al 1884, quando una violenta grandinata distrusse il tetto e danneggiò le mura. La nuova chiesa di Sant’Apollinare fu costruita nel 1886 ed è tuttora la parrocchiale del borgo.

Chiesa di San Martino – Mulazzo

Nei pressi del cimitero di Mulazzo sorgono i resti della chiesa di San Martino di Mulazzo. Menzionata nel 1296 come cappella de Cornospo o Cornocrispo, venne restaurata in diversi momenti dal XVIII secolo. Nella molto semplice facciata a capanna, sopra il portale romanico con architrave e lunetta, si apre una finestrella rettangolare per dare luce al vano interno. Al suo culmine è collocato un campanile a vela con l’alloggiamento per due campane e coronato da tre pinnacoli.
Questa caratteristica non è molto diffusa nelle chiese maggiori della Lunigiana e aveva la funzione, comune alle chiese di strada, di guidare nella notte i pellegrini eventualmente sperduti e non ancora giunti all’ospitale.

La chiesetta è datata 1297 e recentemente ne è stata rifatta la copertura. Intorno ad essa è il cimitero, il che ha fatto pensare ad una sua funzione plebana, però non dimostrata.

Non lontano dalla chiesa si trova una Maestà in edicola che rappresenta San Martino raffigurato nell’atto di tagliare il suo mantello e offrirlo al povero infreddolito.

Oratorio di S.Rocco – Mulazzo

L’oratorio di San Rocco si presenta come un edificio di modeste dimensioni, isolato su tre lati, realizzato in muratura portante di conci irregolari di pietra. Il terreno su cui sorge è scosceso, la facciata si trova quindi in posizione sopraelevata rispetto al piazzale antistante. La copertura è a capanna lasciata a vista all’interno dell’edificio intonacato ad aula unica. La facciata non è intonacata ma i conci irregolari di pietra della struttura sono lasciati a vista. La facciata è costruito su un alto basamento essendo il terreno scosceso portandola in posizione sopraelevata rispetto al piazzale antistante. Presenta un alto portico a tutta altezza composto da due campate con due grandi aperture ad arco che sorreggono la copertura a padiglione, prolungamento di quella dell’edificio stesso. La facciata vera e propria, dietro il portico, presenta al centro il portale, sollevato di due gradini, dalla cornice in pietra incisa sorretta da architrave e arco cieco sempre in pietra, lateralmente sono poste due piccole finestre rettangolari dalla alta superficie in pietra; termina con un timpano al centro del quale è posizionato un piccolo rosone cieco circolare dalla cornice sempre in pietra. All’interno le superfici sono lisce e intonacate, unico elemento in pietra sono le due paraste che sorreggono l’arco, attraversato il quale, si accede al presbiterio. Quest’ultimo è di dimensioni notevolmente ridotte, a pianta quadrata e coperto da una volta a padiglione. La copertura è lignea a capanna sorretta da capriate il cui colore scuro si staglia nell’aula a colori tenui tra cui prevale il bianco. L’edificio non presenta aperture all’esterno ma solo una unica laterale nel presbiterio.

La chiesa di Santa Maria della Neve – Parana

La chiesa di Santa Maria della Neve in origine dipendeva dalla Parrocchia di Montereggio mentre dal 1581, divisi i feudi di Montereggio e Mulazzo, dalla Parrocchia di Mulazzo.La chiesa primitiva viene ricostruita nel 1584 ,nel 1596 diventa parrocchia autonoma e nel ‘700 fu restaurata e ampliata.La Parrocchia di Santa Maria della Neve il 18 febbraio 1822 viene annessa alla nuova Diocesi di Massa per poi passare, il primo maggio 1854, alla Diocesi di Pontremoli. La chiesa sorge nei pressi del paese ma isolata sui quattro lati e circondata da verde e vegetazione, una sorta di viale alberato conduce al luogo di culto impedendone parzialmente la vista. E’ realizzata in muratura portante di pietra rivestita di intonaco, la copertura in simil coppi, è a capanna mentre in corrispondenza del presbiterio, a padiglione. L’interno è un’unica grande aula intonacata e voltata. La facciata è tripartita da alte lesene di un cromatismo differente rispetto alla superficie creando contrasto ed enfatizzando gli elementi decorativi. Al centro è posto il portale dalla cornice in pietra e un rosone, ai lati due alte nicchie. Sull’aggettante cornicione orizzontale poggiano due cuspidi dall’alta base in asse con le lesene laterali e due piccole lesene in asse con quelle centrali. Volute e timpano chiudono la composizione. All’interno tre campate di paraste perimetrano cappelle laterali e sorreggono tre volte a vela; il presbiterio è coperto da cupola con pennacchi e termina con un’abside semicircolare che ospita il coro. Le superfici sono decorate e affrescate in toni forti, le rare aperture rendono lo spazio poco luminoso costringendo l’illuminazione artificiale.

Chiesa di San Giorgio – Pozzo

1296 – 1299 La cappella di Poç (oggi Pozzo) è elencata nelle Decime Bonifaciane dipendente dalla Pieve di Sorano.

1568 – 1593 Pozzo viene eretta parrocchia autonoma prima del 1568 essendo citata nella visita pastorale del Card.Lomellini; l’archivio parrocchiale inizia nel 1593.

1876 La chiesa viene completamente restaurata e ampliata

2014 A causa dei danni riportati durante il sisma che ha colpito la Lunigiana nel 2012, sono stati realizzati lavori di consolidamento delle murature portanti e delle volte e il contestuale rifacimento della copertura

Al centro del paese si trova la chiesa di San Giorgio, davanti alle vecchie mura di difesa e si affaccia , su una piazzetta sopraelevata rispetto alla strada principale. In pianta presenta una forma a croce latina con transetto appena accennato, il volume interno è tripartito coperto nell’aula da volta a vela, nella parte centrale da una cupola su pennacchi e nel presbiterio da una volta a botte. La struttura è composta da murature e solai in pietra, la copertura è a capanna con struttura lignea e manto in tegole marsigliesi. La facciata principale, in pietra a vista, è ingentilita da cornici e lesene intonacate. Alla facciata è affiancato il campanile, anch’esso in pietra a vista. La pianta della chiesa è a croce latina, anche se il braccio del transetto è appena accennato. L’edificio è tripartito in tre zone ben percepibili entrando dalla porta d’ingresso; l’aula di forma quadrata, la parte centrale con il transetto, la parte terminale con il presbiterio e l’abside semicircolare. La struttura della chiesa è essenzialmente in muratura portante, al di fuori della struttura del tetto che presenta elementi lignei. Gli spazi interni sono coperti da differenti tipologie di solai voltati; una volta a vela sull’aula, una cupoletta con pennacchi sopra la parte centrale e una volta a botte sopra l’abside. L’interno si presenta interamente intonacato e ingentilito da quadrature e decorazioni; nei pennacchi su cui è impostata la cupola sono raffigurati i quattro evangelisti. La facciata presenta finitura a “pietra a vista” con stuccature in calce di recente realizzazione; la stessa muratura sembra essere stata riportata al vivo rispetto ad una situazione precedente in cui la facciata era intonacata, come tradizionalmente in uso nella cultura costruttiva locale. Sopra il portale in arenaria che inquadra la porta d’ingresso è presente una lunetta intonacata con inserito un bassorilievo in terracotta raffigurante San Giorgio; al di sopra della lunetta vi è una bifora anch’essa intonacata: La facciata termina con un frontone sempre “pietra a vista” con cornici intonacate, al centro del quale è posta una formella in marmo raffigurante San Rocco. La chiesa sorge isolata su tre lati rispetto all’aggregato di case che formano il nucleo storico dell’abitato di Pozzo. La piazzetta antistante l’edificio è sopraelevata rispetto alla vecchia strada di accesso al borgo. Adiacente la chiesa c’è la casa canonica che forma assieme ad essa e a un edificio sorto presumibilmente in seguito, un unico aggregato edilizio. Le murature perimetrali della chiesa, ad eccezione della facciata, sono tutte sbruffate con malta bastarda.

Oratorio di Sant’Antonio da Padova – Terceretoli

del XVII secolo. Estremamente semplice, la facciata a capanna è intonacata di bianco, portale e finestre laterali in arenaria e una piccola maestà nella parte superiore.
L’interno si presenta finemente decorato, è a una navata con soffitto voltato. L’oratorio ha un piccolo campanile sul tetto con due campane. Possiede un sagrato recintato da un muretto davanti alla facciata, dove un tempo si svolgevano le “aste” di prodotti agricoli nel giorno di Sant’Antonio. Sulla facciata è presente una tettoia.